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Slovenia: Tassazione redditi DOO al 19%

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Slovenia: Tassazione redditi DOO al 19%

Tassazione redditi doo dal 17% al 19%. La Slovenia sceglie di aumentare di 2 punti la Corporate Tax per i redditi delle società di capitali. L’imposta al 19% rimane però una delle più basse dell’Eurozona. Si pensi che l’Inghilterra e la Croazia al momento sono al 20%. Viene introdotto un nuovo scaglione al fine di ridurre l’imposizione dei redditi personali. I redditi fra i 20,400 e i 48,000 €uro saranno tassati al 34%, contro il 41% che era previsto per lo scaglione dai 18,961 e i 70,907.

Tassazione redditi DOO: cosa cambia?

L’aliquota media ponderata in Europa inerente i redditi corporate è del 26,22%, e sale al 30.21% se consideriamo i Paesi del G7 (fonte OECD Database). Anche se maggiore di 2 punti rispetto al passato, la tassazione redditi doo al 19% rimane comunque ben al di sotto delle medie europee, confermando la Slovenia come un Paese molto interessante per fare business. L’interesse del Governo Sloveno è incentrato su una redistribuzione del gettito fra Imposta Societaria ed Imposta Personale. L’introduzione di un rate nello scaglione fra 20,400 e i 48,000 €uro inferiore di ben 7 punti percentuali conferma la volotnà di continuare ad attrarre imprenditori in Slovenia.

Costituzione Società Slovenia: rimane una giurisdizione vantaggiosa?

Ogni business ha esigenze diverse e particolareggiate. Riteniamo però che la Slovenia offra vantaggi di non poco conto:

  1. Paese in Area Euro
  2. Sistema bancario protetto dal fondo Europeo per depositi fino a 100,000 €uro
  3. Tassazione Corporate inferiore alla media Europea
  4. Tassazione personale vantaggiosa
  5. Possibilità di regime dei minimi al 4%
  6. Bassi costi di insediamento
  7. Presenza di collegamenti autostradali, aerei e marittimi di alta qualità

Slovenia: Trasferirsi a vivere

Il trasferimento in Slovenia, soprattutto nella zona di Capodistria, offre innumerevoli vantaggi agli Italiani. Nessun problema di barriere linguistiche, motivo principale che spesso impedisce di lasciare l’Italia. La zona di Koper è bilingue, ovvero l’Italiano è lingua ufficiale al fianco dello Sloveno. Si trovano quindi scuole Italiane, assistenza medica in Italiano e in generale i rapporti quiotidiani possono essere gestiti in Italiano. La meta è quindi ideale anche per pensionati che possono beneficiare di una tassazione più favorevole.

Per maggiori informazioni scrivimi a mattia.galavotti@gmail.com oppure contattami via Skype “mattiagalavotti”

 

Trasferimento Pensione Estero – Romania

Trasferimento pensione estero

trasferirsi a vivere all'estero per risparmiare le tasse sulla pensione

Il Trasferimento pensione estero e il trasferimento della residenza all’estero, reale e non fittizio, presuppone che il soggetto diventi fiscalmente residente nel nuovo Stato. Conseguentemente non sarà più considerato fiscalmente residente in Italia. Abbiamo già affrontato in questo articolo l’argomento, nel quale spieghiamo anche i vantaggi rappresentati da una minore tassazione della pensione. Ad esempio in Romania la tassazione dei redditi è basata su un’unica imposta al 16%.

Con l’introduzione del nuovo “Codul Fiscal” , ovvero il codice tributario Rumeno, sono cambiate le modalità per la richiesta della residenza fiscale. I cittadini stranieri che si stabiliscono a vivere in Romania, e quindi necessitano del trasferimento pensione estero, dovranno compilare un apposito questionario. Questa innovazione fornisce lo spunto per ribadire quali siano i concetti base che regolano e normano i casi di doppia residenza fiscale. Casi assai frequenti quando un cittadino di uno Stato si traferisce a vivere in altro Stato.

Esempio: pensionato Italiano si trasferisce a vivere in Romania.

Arrivati in Romania sarà necessario

  1. Identificarsi presso le competenti autorità ai fini dell’iscrizione negli appositi registri
  2. Ottenere la documentazione comprovante la registrazione della residenza ai fini giuridici
  3. Iscriversi all’AIRE per mezzo dei canali conosolari

Disbrigate tali pratiche non si è infatti ancora residenti fiscalmente in Romania, e quindi non si può richiedere la detassazione della pensione. Al fine infatti di ottenere la detassazione della pensione, infatti,  lo Stato Italiano richiede una certificazione dell’Agenzia delle Entrate Rumena. Tale dichiarazione dovrà attestare che il soggetto è residente in Romania e che la pensione sarà ivi tassata secondo gli accordi contro la doppia imposizione.

Il nuovo Codice Tributario Rumeno ha introdotto, fra le altre cose, una nuova modulistica per la richiesta di residenza fiscale. Questo per adeguare la normativa domestica a quella comunitaria. Trattasi di un questionario, da compilare e trasmettere, con annesa documentazione, agli uffici dell’ANAF competente, ai fini del trasferimento pensione estero.

Il nuovo questionario è rappresentato da una serie di domande sul proprio status famigliare e patrimoniale, e ricalca le Tie Break Rules del modello OCSE. Le Tie Breaker Rules sono le regole per stabilire in quale dei due Paesi un soggetto sia fiscalmente residente.

Tie Break Rules (in via semplificativa e non esaustiva)

  1. residenza ove si ha un’abitazione permanente. Se si hanno abitazioni in entrambi gli Stati si è residenti ove è il centro degli interessi vitali.
  2. Se questo non è possibile si analizza ove il soggetto soggiorna abitualmente.
  3. Se non soggiorna o meno abitualmente in entrambi gli stati allora si tasserà in base alla cittadinanza.

 Come abbiamo affrontato in questo articolo, i legami lavorativi e successivamente i legami affettivi in uno Stato attraggono la residenza di fatto di un soggetto in quello Stato. Questo non vale solo per l’Italia, ma in genere per tutti gli Stati che aderiscono all’OCSE (Europa praticamente tutti).

Sarà quindi necessario compilare il questionario indicando:

  1. Ove si detengono proprietà immobiliari
  2. Eventuali attività in Italia, o partecipazioni societarie
  3. Informazioni in merito al proprio status personale
  4. Ogni informazione utile ad individuare il centro degli interessi vitali

Una volta trasmesso il modulo,  l’ufficio competente avrà 90 giorni di tempo per rispondere in merito, oppure per richiedere ulteriori chiarimenti.

Nel caso vogliate trasferirvi a vivere in Romania, possiamo assisterVi per:

  1. pratiche di insediamento, ricerca immobile;
  2. Pratiche per il trasferimento della residenza ai fini giuridici;
  3. Iscrizione all’Aire
  4. Identificazione in Romania ai fini fiscali
  5. nonchè per tutte le pratiche burocratiche inerenti la detassazione della pensione Italiana e la corretta imposizione in Romania.

Per maggiori informazioni scrivetemi a mattia.galavotti@gmail.com oppure via skype “mattigalavotti” richiedendo di essere contattati.

 

 

Tutela Patrimoniale – Aspetti Fiscali

 

Tutela Patrimoniale e aspetti fiscali, utilizzo degli strumenti giuridici non residenti.

Nell’ambito della tutela patrimoniale spesso si utilizzano strumenti giuridici non residenti, ovvero società di diritto estero, fondazioni, trust, i quali, in presenza di proprietà immobiliari detenute in Italia, generano fenomeni di tassazione atipiche. Come è noto, un soggetto giuridico residente in Italia, al pari delle persone fisiche, è tassato sui redditi ovunque prodotti per il principio della WorldWide taxation che è presente nell’ordinamento fiscale Italiano ed in molti ordinamenti Europei. Nei trattati contro la doppia imposizione redatti su modello OCSE la tassazione dei redditi immobiliari compete, ancorchè in via non esclusiva, allo stato di residenza degli immobili, questo sia per le tasse di possesso che per le eventuali plusvalenze in caso di vendita. Nel caso in cui quindi ai fini della tutela patrimoniale di beni immobili, ad esempio detenuti in Italia, si utilizzi una società di diritto estero non residente, o strumento equivalente, questo  si dovrà identificare in Italia ai fini fiscali non solo al fine di addivenire ad atto notarile di cessione, e quindi della corretta iscrizione nei pubblici registri immobiliari, ma anche ai fini dell’imposizione fiscale dei redditi immobiliari conseguentemente prodotti.

Cosa dice la legge Italiana in merito?

Il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), norma a tal proposito i redditi dei soggetti non residenti privi di stabile organizzazione, per i quali, in linea di principio, è prevista la tassazione dei soli redditi prodotti in Italia, in deroga al principio della WorldWide Taxation. L’art. 153 recita infatti

  1. Il reddito complessivo delle societa’ e degli enti non residenti di cui alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 73 e’ formato soltanto dai redditi prodotti nel territorio dello Stato, ad esclusione di quelli esenti dall’imposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva.
  2. Si considerano prodotti nel territorio dello Stato i redditi indicati nell’articolo 23, tenendo conto, per i redditi d’impresa, anche delle plusvalenze e delle minusvalenze dei beni destinati o comunque relativi alle attivita’ commerciali esercitate nel territorio dello Stato, ancorche’ non conseguite attraverso le stabili organizzazioni, nonche’ gli utili distribuiti da societa’ ed enti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell’articolo 73 e le plusvalenze indicate nell’articolo 23, comma 1, lettera f).

Da notare anche la classificazione dei redditi ai fini dell’Art. 23 (redditi personali) che viene utlizzata anche per redditi d’impresa, in questa particolare fattispecie.

Ne deriva quindi che un soggetto non residente che possegga beni immobili in Italia, debba comunque effettuare la dichiarazione dei redditi in Italia e scontare le imposte sui redditi eventualmente prodotti.

Tutela Patrimoniale e tassazione dei redditi

Rimane inteso quindi come, dal punto di vista fiscale, la tutela patrimoniale realizzata con strumenti giuridici non residenti non impatti in alcun modo sulla tassazione dei redditi prodotti dai beni posseduti, sia che si tratti di beni immobili oppure mobili, come danaro, titoli e quant’altro.

Lo scopo è quello di realizzare una separazione reale del patrimonio personale da quello, ad esempio, aziendale, proteggendo e destinando tale patrimonio ai bisogni propri e della famiglia con strumenti avanzati che nell’ordinamento italiano ormai esistono solamente nella teoria, ma che in pratica non sortiscono più gli effetti sperati.

Tutela Patrimoniale: cosa fare?

La mera costituzione di una società estera è solo il primo passo per la realizzazione di uno strumento di tutela patrimoniale, inteso che poi tale società dovrà adempiere correttamente agli obblighi di legge non solo nel Paese in cui è residente, ma anche nel Paese in cui risiedono gli assets che possiede. Tutto ciò può sembrare alquanto complicato, ma in realtà non lo è se ci si affida a professionisti competenti nel campo, che possano offrire servizi completi e di comprovata esperienza, sia nel Paese in cui viene costuita la società che nel Paese in cui risiedono gli immobili.

La gestione, per così dire post-cessione, che segue ad un conferimento immobiliare in società non residente piuttosto che endowment in Fondazione è la fase più importante dell’operazione complessiva di Tutela Patrimoniale, se non viene seguita correttamente rischia di compromettere l’intera operazione.

Per maggiori informazioni scrivimi a mattia.galavotti@gmail.com oppure chiedi un contatto Via Skype a “mattiagalavotti”